ORIGINE DEL NOME "APICE":
 
Usato in particolare per descrivere la caratteristica dei germogli dei podotti della terra e' usato in particolar modo per descriverele germiture della vite ecc.es:
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A Roma Catone la chiamava "Uva apicia", mentre Varrone, Columella e Plinio "Apiana", perché era l'uva prediletta dalle api per il profumo e il sapore dolce e zuccherino.
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Plinio il Vecchio indica solo due tipi di "Apianae", entrambe a foglia tomentosa, da cui si ricaverebbe un vino che con gli anni diventerebbe aspro, senza volerlo significava la scarsa attitudine all'invecchiamento.
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Anche da Roma le Vitis Apiane partirono alla conquista di nuovi territori, un po' come i Romani, e col tempo furono in grado di occupare posti importanti nei diversi ambienti, tra cui la Gallia, vigneto meridionale.
 
Ancora Columella ne indicava tre qualità: uno a foglia glabra e due con foglie tomentose. Se ne ricava un vino dolce e ricorda, che se la vendemmia non viene eseguita in tempo, le piogge, il vento e le api rischiano di rovinare il raccolto.
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(vitigno e uva, dal cat. Girò)
Dall'uva Girò si ricava un vino di color rosso rubino, chiaro, trasparente e brillante. Ha un profumo caratteristico molto delicato, aromatico, (sentore di pesca e di mandorla); sapore gradevolmente dolce e caldo, vellutato; gradazione alcolica tra i 14 - 15 gradi. E' vino adatto a un buon invecchiamento. Qui all'Isola se ne produceva in quantità limitate ed era un vino riservato per le grandi occasioni e per le feste. Lo servivano sui canistreddi, i papassini, i mustaccioli, i spungati, i niuleddi, ecc ... in alternativa al moscato e al vermentino. Il vitigno dà grappoli di grandezza media con acini medi, rotondi, consistenti, buccia nero - violacea. Il Moris la chiama Vitis Suavis e così la descrive: "acinis nigro rubellis, mediocribus, duriusculis, longiuscule pedicellatis; racemis mediocribus, laxiusculis, breviter pedunculatis; foliis profunde quinquelobis, argute subacqualiterque dentatis, facie fusco viridibus, subtus glabris, dentibus parvis, apice collosulis; lobis acuminatis; petiolis caccineis; sarmentis gracilibus, pallide ferrugineis; intermodiis brevibus
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Germoglio apice molto cotonoso,bianco con orli appena rosati,foglioline apicali da 1 a 3 spiegate ecc.
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Il Lime (Citrus aurantifolia) è una specie originaria dell'Asia.
Le foglie sono ovali, finemente crenate, arrotondate alla base e appuntite all'apice, verde chiaro., i piccioli alati sono un po' appiattiti.
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GERMOGLIO: apice bianco verdastro con orli appena rosati, cotonoso; foglioline apicali piegate a coppa (le prime due), di colore verde giallastro; foglioline basali spiegate, di colore verde giallo dorato, bollose, a bordi revoluti, inferiormente cotonose (a partire dalla quinta, con nervature setolose).
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Germoglio: apice bianco verdastro con orli appena rosati, cotonoso; foglioline apicali piegate a coppa, di colore verde biancastro con sfumature ramate; foglioline basali spiegate, di colore rosso ramato con nervature verdi, inferiormente lanuginose. Tralcio con striature e nodi rossi.
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La corteccia è liscia, da chiara a rossastra nei fusti giovani, mentre diviene scura nei fusti vecchi.
Le foglie sono grandi, piane, picciolate, con tre - cinque lobi, apice acuto e margine dentato. La pagina inferiore, coperta da un leggero tomento, è ricca di ghiandole giallastre dalle quali emana un caratteristico odore.
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CHARDONNAY
Vitigno di provenienza francese, coltivato all'origine nella zona dello Champagne e della Borgogna, ha trovato ampia diffusione nelle varie zone viticole del mondo.
Descrizione
La varietý Ë abbastanza omogenea, le differenze sostanziali riguardano l'acinellatura pi(breve) o meno pronunciata e soprattutto le componenti organolettiche dell'uva.
Germoglio ad apice espanso, verde-giallastro, poco tomentoso, con foglioline apicali spiegate, poco tomentose, verdi-dorate.
Foglia media, tondeggiante, quasi intera, lembo un po' bolloso, verde cupo, scarsamente provvisto di tomento.
 
Germoglio ad apice mediamente epsanso, un po' lanugginoso, verde chiaro, con sfumature bronzate verso gli orli; foglioline apicali spiegate, un po' lanugginose, verde chiaro con sfumature bronzate
 
Della famiglia delle ericaceae, è un arbusto a foglie persistenti e sempreverdi.
Il fusto è lungo anche fino ad un metro e le foglie hanno forma obovata o spatolata, l'apice è arrotondato od ottuso.
 
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Si puo' quindi dire che il nome Apice fu dato al tempo dei romani, per la squisita qualita' dell'uva ivi prodotta, a tutt'oggi la qialita' dell'uva si distingue dalle caratteristiche del suo APICE.
 
parola derivante da Ape che appunto si nutre di germinature
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I FEUDATARI DI APICE IN EPOCA FEDERICIANA E STEMMA D'APICE:
 
I FEUDATARI DI APICE
 
Si tramanda memoria sui "discorsi delle famiglie Napolitane"
di Della Marra (Biblioteca nazionale di Firenze)
 
Che il feudo divenne proprieta' degli D'Aquino grazie al matrimonio celebrato al castello nel 1257, tra la figlia di Landolfo d'Aquino, Stefania e Giovanni di Baluano signore di Rivello; il feudo era allora propieta' del conte RAHONE di Baluano.
Ci sono fondati motivi per credere che il feudo appartenesse in precedenza agli stessi Aquino.
 
Le tre colline dello stemma di Apice
 
In un attenta analisi di tutti gli stemmi dei comuni Italiani possiamo notare che molti di essi sono analoghi, quali:
Montemarano,Montella,Nusco,Montenegro di Bisaccia e potremmo continuare fino a contarne 50 sparsi per la penisola
incluso Sardegna e Sicilia.
Nella marca trevigiana troviamo un altro stemma analogo, zona dove operava Ezzelino da Romano, genero di Federico II,
 
Il motivo delle 3 montagne e' da intepretare "citta' dell'Impero" dato che lo stemma della citta' dell'Aquila non solo e' analogo ma vi si poggia un aquila imperiale con la testa rivolta verso sinistra.
 
Se andiamo a Staufen in Swabian (svevia) nelle montagne Jura il conte Friedrich (morto nel 1105), costrui' il castello di Staufen da dove deriva il nome Hohestaufen.
In un'attento esame della zona dove questo castello fu' costruito appare evidente dalle foto, che il motivo delle tre colline o montagne ricorre perfettamente.
 
Si puo' quindi affermare senza ombra di dubbio che tutti i feudi delle
famiglie nobili dell'impero ponevano nello stemma della citta' le tre colline o montagne includendo nello stemma dei dettagli in piu' per non fare confusione.
A prova di tutto cio' abbiamo verificato anche quale potesse essere lo stemma ricorrente per tutti quei feudi appartenuti alla chiesa ed e' risultato che lo stesso principio valeva anche per la fazzione opposta all'impero ovverosia "la chiesa".
Il simbolo usato erano i 3 sassi, due ai lati uguali, e al centro piu' alto, simbolo dei sassi che tenevano ferma la croce di Gesu' Cristo, come ricorre anche in periodo piu' tardo nella piastra(moneta papale del1700-1721) del papa Clemente XI.
GroupImage
1L'Aquila
apice 2_Paternopoli 3_GiuglianoinCampania 2 5_Tramonti 2_Montemarano
Tramonti
Apice (BN
Paternopoli (Av)
Giugliano in
Campania
Montemarano (Av)
stemma della citta'
dell'Aquila
2_Summonte 5_Serre
4_Ceppaloni
GroupImage
Piastra Clemente XI
Nel cerchio il simbolo
Ceppaloni
Summonte
Serre
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