S. MARlA LA FOSSA (Caserta).
CHIESA DI~:S.. MARlA ASSUNTA IN CIELO
INTERVENTO DI EMERGENZA NELL' AREA DEL PRESBITERlO
 
 
In data 4 marzo 1999 e stato effettuato un breve intervento di scavo di una sepoltura ad inumazione casualmente rinvenuta nei giorni precedenti (26 febbraio), nel corso dei lavori di restauro della chiesa di S. Maria Assunta a S. Maria La Fossa (Tav. 1). La chiesa, fC!J.data nell 'XI secolo, e stata interessata da interventi di ristrutturazione successivi, l'ultimo dei quali si fa risalire al XVIII secolo.
 
La scheletro relativo alla deposizione, collocato nell'area del presbiterio (Tav. 2), era stato gia parzialmente portato a luce (erano infatti visibili il cranio e parte degli arti superiori ed inferiori), recuperando nel contempo materiale archeologico (ossa, frammenti ceramici con tracce di vemice rossa, intonaci, due chiodi in ferro, vetro), solo parte del quale verosimilmente pertinente alIa sepoltura stessa (una placca circolare in ferro,
un affibbiagIio in bronzo).
Si e dunque proceduto alIa totale asportazione della strato di terreno che ancora copr'va 10 scheletro.
La strato presentava un aspetto spiccatamente macerioso: abbondantissimi frammenti di intonaco e di altro materiale da costruzione (malta, pietra, tufo), uniti a scarsi altri reperti (ossa non appartenenti alIo scheletro, 1 frammento di maiolica, due frammenti di laterizi) risultavano mischiati a scarso terreno di colore grigiastro a matrice sabbiosa, molto sciolto e poco compatto.
Le sue caratteristiche inducono dunque.ad ipotizzare si tratti di uno strato di interro riferibile ad uno degli interventi di ristrutturazione dell'impianto planimetrico della chiesa, il quale aveva forse distrutto altre sepolture presenti nell'area del presbiterio, come sembrerebbe denunciare la grande quantita di ossa umane recuperate.
Lo stesso intervento doveva dunque aver parzialmente interessato anche la sepoltura in questione, probabilmente intaccandone parte delle componenti strutturali (eventuali copertura con lastre ed elementi perimetrali), nonche disturbando l'originario riempimento della fossa di deposizione.
Lo scheletro si presentava comunque in buono stato di conservazione (scheda; Tav. 3): sono risultate quasi completamente mancanti solo Ie ossa del piede destro, probabilmente intaccate ed andate disperse prima dell'intervento di ripulitura, come sembra denunciare, all'incirca nello stesso punto, la tibia parzialmente sollevata. del defunto, alto circa
m 1.68, era stato deposto in posizione distesa e con Ie braccia conserte rna non incrociate.
Particolarmente abbondanti e nel conlplesso ben conservati crano i resti di tessuto, di colore chiaro e a trama abbastanza fine, in qualche caso rinvenuti a diretto contatto con Ie ossa, laddove compariva anche, a tratti, un terreno rossastro ricco di componenti organiche che e stato campionato.
La distribuzione dei lacerti di tessuto consente inoltre di avanzare qualche ipotesi circa l'abbigliamento del defunto: in particolare quelli individuati nella spazio tra gli arti inferiori e al di sotto del perone e del piede sinistro, nonche quelli disposti intomo al cranio sembrano denunciare l'esisteuza di una lunga tonaca provvista di cappuccio. Scarsi erano invece altri reperti riferibili ad ulteriori elementi omamentali: oltre all'affibbiaglio in bronzo (forse elemento di cintura?) e alla placca circolare in ferro provvista di passante recuperati in precedenza, la ripulitura dello scheletro ha restituito solo un gancio in ferro, collocato sulla clavieola sinistra. La posizione di quest'ultimo e della placca circolare che, secondo quanta riferito dagli operai, era stata rinvenuta nella zona del torace, parrebbero suggerire la presenza di una cinghia di sospensione disposta a tracolla suI petto.
Per quanta conceme in specifieo la struttura tombale (Tav. 4), la rimozione della scheletro e la ripulitura dello strato sottostante hanno rivelato parte dei limiti della fossa di deposizione, presumibilmente di forma rettangolare, con pareti verticali a fondo piatto. il suo fondo e stato attinto nella porzione occidentale della sepoltura, laddove e comparso, anche nell'area estema, lo strato in cui la fossa era stata originariamente tagliata: si tratta di un terreno di colore ocra chiaro a matrice limo-sabbiosa, piuttosto fine e compatto e con rari inclusi, rappresentati soprattutto da piccole concrezioni calcaree.
Nella zona eorrispondente alIa parte superiore della scheletro, invece, appariva uno strato ancora a carattere macerioso e ricco di sabbia e malta che si estendeva anche verso sud (oltre i supposti limiti della fossa), e che i tempi ristretti dell'intervento non hanno consentito di rimuovere.
I confini della fossa sono stati dunque parzialmente individuati lungo la meta occidentale del lato meridionale, mentre su quello occidentale la presenza di una spalletta costruita nel corso dei lavori di restauro non ne ha eonsentito l'individuazione.
Particolarmente interessante, ai fini della collocazione cronologica della sepoltura, e la situazione riscontrata sul lato settentrionale, laddove il taglio della fossa ha ehiaramente intaccato il fianco rivolto verso l'abside di un muro in blocchi di tufo grigio e azzurro con andamento perpendieolare alI'asse principale della chiesa, probabilmente delimitante l'area presbiteriale rna coperto dalIa pavimentazione relativa all 'ultima fase eostruttiva dell'edificio: esso, parzialmente obliterato alIa quota attuale di affioramento da una struttura piu' recente, appare invece in tutta la sua originaria estensione per l'intera lunghezza del fondo della fossa. Infine, lungo il lato breve orientale, e' da segnalare la presenza di una pietra di forma paralIelepipeda collocata alIa stessa quota del muro precedentemente descritto e forse appartenente alIa originaria delimitazione strutturale della sepoltura.
 
I dati reeuperati non consentono che poche considerazioni conclusive: la collocazione in prossimita dell'altare della chiesa sembra indicare il earattere privilegiato della sepoltura, mentre abbigliamento e posizione delle braccia potrebbero designare nel defunto un eeclesiatico. Tuttavia non pare probabile l'ipotesi di una deposizione effettuata al momenta della fondazione della chiesa: il gia menzionato taglio di un muro piu' antico per l'alIoggiamento della sepoltura parrebbe infatti indicare un intervento comunque successivo alIa sistemazione dell'area presbiteriale cui il suddetto muro era pertinente.
 
Daniela Lacatelli
S. Maria Capua Vetere, 6 marzo 1999
REFERTO DELLO SCHELETRO PROBABILMENTE APPARTUNUTO A MAGISTER MARINO FILOMARINO DE EBULO
(STUDI IN CORSO)
scheletro
(2)